UNA NOTTE STORICA

Ore 8.30 Chicago (2:30 ora italiana) Hanno chiuso già i primi seggi in Indiana, i risultati sono positivi. David Axelrod, lo stratega politico della campagna dice alle telecamere: “è tutto positivo ma dobbiamo aspettare”. Finalmente riusciamo ad entrare al Grant Park gremito di centomila persone. C’è un intervista ad Axelrod che va per primo in televisione e commenta positivamente i primi risultati, sorride ma non si sbilancia. Intanto i senatori democratici stanno vincendo anche in stati per tradizione repubblicani. Buon segno per Obama. 

8.36 La gente ufficialmente è iniziata ad entrare, in realtà sono già decine di migliaia sul prato del Grant Park.

8.40 Barack Obama ha vinto in Pennsylvania, mentre prima aveva conquistato il New Hampshire. La folla esulta. La Pennsylvania è uno Stato democratico da molto tempo, ma la scelta di Obama al posto della Clinton aveva portato anche tanti democratici a dissociarsi dal partito e uno degli stati dove il movimento”Democrats for Mc Cain” è stato più forte. Mc Cain ha passato tutta la parte finale della sua campagna qui nella speranza di spiazzare Obama attaccandolo in uno stato considerato democratico. Anche la Palin ci ha perso tante settimane, soprattutto le ultime. Ma hanno fallito. La Pennsylvania doveva essere l’eventuale rimedio a una probabile perdita dell’Ohio. Un turning state da blu a rosso per un turning state da rosso a blu, ma così non è stato.

9.20 West Virginia, Nord Dakota e Texas a Mc Cain, la folla si fa seria. Obama per ora è a 170 voti, gliene mancano 101 e Mc Cain sta risalendo la china.

9.32 Obama ha vinto in Ohio. Alle 10 di sera la notizia, inaspettata, di Obama che vince la Virginia, il boato è indescrivibile. Si fa appena in tempo a capire quello che sta succedendo quando un altro boato smmerge ogni commento.

10.00 pm La CNN titola “Obama è Presidente”.

10.15 Mc Cain fa il suo discorso in diretta davanti ai fan di Obama, i fischi li becca solo la Palin, onore delle armi per uno sconfitto dignitoso ed elegante.

11.00 Arriva Obama che fa un discorso dei suoi migliori.

1.30 I fans esausti hanno finito da tempo di festeggiare. Obama ha appena finito di ringraziare. Chicago si è addormentata con un cittadino presidente. Sul telefonino degli Obama boys fans arriva questo sms: “il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America Obama: grazie a tutti, è la vostra vittoria, oggi l’America è cambiata”.

Un presidente democratico, che si è intrattenuto fino all’una e mezza di notte assime a sua moglie, dopo aver mandato le bambine a dormire, con fans, supporter e amici. Ha baciato e ringraziato, stretto mani e salutato tutti coloro che lo chidevano, senza fare differenza tra rock star, stelle del cinema, politici o semplici supporter. Chiunque altro al suo posto, dopo una vittoria così schiacciante e una campagna elettorale così lunga e stremante si sarebbe chiuso nella suite del migliore albergo della sua città. Lui invece quando è salito sul palco da presidente ha salutato subito quella che è diventata la sua città, Chicago, e gli ha dato finalmente una casa e una famiglia. Era dalle 22, ora di Chicago e ora della vittoria finale, che la gente lo aspettava per sentirgli ripetere le sue parole di cambiamento e di speranza. 

Il primo pensiero è andato ai suoi supporter, ai suoi fans, ai volontari e ai suoi due grandi manager. Il primo David Plouffe, responsabile della campagna e della comunicazione, e il secondo David Axelrod, stratega politico, che ha reso possibile questa storica vittoria. La nottata non è stata così lunga come si credeva. La vittoria è arrivata alle dieci di sera annunciata da una scritta sullo schermo della CNN proiettata sui maxischermi del Grant Park. E’ stata la folla ad annunciarlo con un boato mentre molti neanche se ne erano accorti. In realtà si è trattato di una azzardo vincente. Obama conduceva la gara di 207 grandi elettori e ancora mancava la California, 55 punti già incamerati per i democratici. Obama aveva la vittoria a nove grandi elettori di distanza, tanti ne sarebbero serviti, alle 21 30 di una insolitamente calda sera di Chicago, per vincere la Casa Bianca. Quando a pochi minuti dalle dieci sono arrivati, quasi inaspettati, i venti e più voti della Virginia, dove i democratici non vincevano dal primo dopoguerra (neanche Bill Clinton c’era riuscito) i giochi erano fatti. Ci ha messo una decina di minuti la Cnn ad annunciare una vittoria annunciata. Dieci spaccate della sera. Alle dieci e un quarto mentre tutti aspettavano il Presidente, sugli schermi arriva Mc Cain. I buuh scoppiati quasi immediatamente sono stati azzittiti tanto da diventare applausi da un discorso dignitoso, da combattente vinto che riconosce l’onore del vincitore e chiama su di sé l’onta della sconfitta. I buhh e i fischi sono ripresi quando sullo schermo è apparsa Sarah Palin.

E servita un’altra mezz’ora abbondante prima che arrivasse Obama sul palco, accompagnato da una famigliola in vestito da sera.

Interminabili minuti di una vittoria non ancora consumata prima che ripetesse le tre parole magiche che hanno segnato l’inizio e la fine della sua campagna: “Yes we can”.

Francesco Paravati

UNA NOTTE STORICAultima modifica: 2008-11-05T13:04:00+00:00da admin
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4 pensieri su “UNA NOTTE STORICA

  1. Barack Obama : leader of the CREATIVE CLASS.
    L’ idea e la prassi di sviluppo della “CREATIVE CLASS” e’ stata l’ artefice della vitttoria di barack Obama da oggi 05/NOV/08 e’ divenuto Presidente degli USA .
    La “Creative Class” e’ infatti la nuova classe dirigente fatta di gente che antepone le emozioni alla pura razionalita e che pertanto sa gestire le conoscenze in una ampia condivisione dei saperi.
    La “Creative Class” si basa sulla capacita di fare rete e di coordinare persone aventi comuni interessi sociali ed economici in maniera abile per gestire il flussi di informazione condivisa, lavorando sia come lavoratori non dipendenti, che di manager ed imprenditori delle conoscenze innovativa.
    Di conseguenza la vittoria odierna di Barack Obama in USA, non e’ direttamente imputabile alle gerarchie di partito ovvero ad una coalizione di gruppi di potere , ma alla capacita di realizzare “down-top” una nuova concezione del lavoro fondata su un nuovo proficuo rapporto contemporaneo tra lavoro materiale di tipo industriale ed il lavoro immateriale , guidato della ricerca scientifica e le varie forme di arte, nell’ insieme capaci di essere comunicate “on line”, proprio in quanto scienza ed umanesimo vengono finalizzate ad un nuova tipologia dello sviluppo globale della societa’ della conoscenza.
    Il fattore cruciale della formazione della nuova “Creative Class” consiste nella capacita di organizzare il lavoro non piu come lavoro dipendente in modo che ciascun lavoratore , manager ovvero imprenditore possa esprimere la propria virtualità intelligente in una aperta condivisione basata su una comunicazione sempre piu interattiva e concordata sulla base della sottoscrizione di identiche ed identificabili finalita’ evolutive di un comune sviluppo economico e sociale.
    Purtroppo viviamo in un paese l’ Italia, ingessato dalla politica di chi non si vuol mai fare da parte , che per mantenere privilegi e strutture di potere gerarchizzate , ha preferito basare sulla precarietà e su nuovi e coercitivi rapporti di basso sfruttamento i lavoratori della conoscenza .
    Attualmente in pochi ,come noi di EGOCREANET http://www.egocreanet.it e amici di EGOCREANET , abbiamo assunto volutamente una nuova identita e cosciente di appartenenza alla Classe Creativa , capace di auto-organizzazione, proprio in quanto fondata sul libero lavoro creativo, condiviso tramite la aggregazione in rete, anziche sull’ appoggio di istituzioni tradizionali e di qualsiasi apporto di indole gerarchica.
    E ‘ pertanto evidente la mia e la nostra felicita e speranza che la Leadeship di Barack Obama in USA possa essere un buon auspicio per realizzare anche nella nostra Italia un profondo cambiamento , come in vero ricordo che sinceramente propone in vero con grande pacatezza e lungimiranza il nostro grande Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano . Paolo Manzelli 05/NOV/2008 Firenze pmanzelli@gmail.com

  2. Al di là della Creative Classe, idee e progetti davvero molto interessanti, speriamo che si possa applicare nella realtà e con fatti concreti l’ideale di un governo che sia in grado di gestire un paese difficile come l’America e rilanciare il multilateralismo nei rapporti internazionali.
    Forza Obama, adesso devi convincere i tuoi elettori che hanno fatto bene a votarti.

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