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17/09/2008

IL BARBIERE DI OBAMA (SECONDA PARTE)


Video inviato da In_viaggio_con_Obama

 

 

 Ha notato qualche cambiamento da quando è il candidato alla presidenza?
"No, è sempre la stessa persona, questa è la cosa speciale di lui, tutto quello che è successo non lo ha cambiato".

Il suo è un sogno americano che diventa realtà come lo spiega?
"Sono cose che in America possono succedere se decidi di lavorare duro e di essere genuino. Noi già lo conosciamo e l’America sta iniziando a conoscerlo per come lo conosciamo noi qui ad Hyde Park".

Parlate di politica?
"No, cerchiamo di evitare, lui quando viene qui cerca di “tornare sulla terra” parlare di cose normali piccole storie quotidiane, è un suo modo di rilassarsi credo. Proprio come possiamo parlare io e te, due persone normali che scherzano tra di loro".

C’è qualche episodio divertente che può raccontare?
Ce ne sono così tanti, non riesco a ricordarne uno in particolare.

Che succede quando viene nel negozio?
"Firma autografi, fa foto con la gente che glielo chiede sui cellulari, a volte parla con le loro mamme, i ragazzi di qua chiamano la madre e dicono mamma sono qui con Barack Obama tu non mi crederai e lui prende il telefono e dice salve signora soo Barack Obama suo figlio è con me in buone mani, scherzi del genere".

Quanto volte viene qui?                                                                                                       "Non passano mai due settimane senza che venga qui".

Come fa ad essere sicuro che non va da altri barbieri?
"Il suo è un taglio difficile non è normale, devi sapere cosa fare".

Perché è un taglio difficile?
"Perché i suoi capelli vanno in direzioni così diverse, devi sapere dove tagliare".

Lui è venuto qui nei momenti più emozionanti della sua vita, qual’ è stato tra tutti quello che lo ha segnato di più?
"Sicuramente quando ha capito che avrebbe potuto fare cose diverse per l’America, aiutare la povera gente, e con la candidatura ha capito che poteva farlo, è questo che vuole fare veramente".

Accanto alla specchiera c’è una scacchiera di carta improvvisata su una sedia, la domanda nasce spontanea… ha mai giocato a scacchi qui?
"No, amerebbe farlo ma il servizio segreto ogni volta non gli dà abbastanza temo".

Ma sa giocare a scacchi?
"Credo di sì a volte mentre aspetta il suo turno osserva a lungo i giocatori e lo fa con gli occhi di chi sa giocare,anche se io non ho mai giocato con lui. Lui ama il basket, anche se non riesce più a farlo come prima soprattutto nei dintorni".

Crede che ce la farà?
"Credo di sì e credo che l’America è molto fortunata ad avere un presidente come lui".

Lei rimarrà sempre il suo barbiere anche se diventa presidente?
"Sì sarò sempre o il suo barbiere! Puoi scommetterci".

Glielo auguro.
"Grazie".

Il gigante buono Zariff non ci lascia andare se prima non gli promettiamo di contattare la ditta italiana che produce i suoi orologi preferiti: la Panarai. ..

Certo che lo faremo, e come dirgli di no!

 

Francesco Paravati

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